Dopo il lavoro (1)

Vicenza è una città bellissima. Le sue dimensioni tutto sommato contenute la rendono abbastanza facile e piacevole da attraversare in bicicletta, cosa che faccio regolarmente, per piacere o per lavoro.

Proprio tornando a casa dal lavoro, mi capita di fare dei percorsi alternativi, allungando un po’ il tragitto per godermi la magnifica primavera berica e toccando dei luoghi che, per una ragione o per l’altra, trovo interessanti.

Uno di questi percorsi alternativi è un micro – itinerario di circa sedici km che parte dall’Arco delle Scalette e si snoda lungo la pista ciclabile che costeggia la Riviera Berica fino a Ponti di Debba, per poi concludersi percorrendo Strada di Casale fino al rientro in città.

Si parte dall’Arco delle Scalette che, coi suoi 192 gradini porta verso il Santuario di Monte Berico, Questo imponente monumento è il punto di partenza di una bellissima e facile pista ciclabile che porta fino a Noventa Vicentina, sul tracciato di un sedime ferroviario dismesso.

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La pista ciclabile è ben tenuta ed è una efficientissima via di fuga dalla città. Infatti, dopo poche centinaia di metri, è possibile già fare il pieno di verde.

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Proseguendo ancora per poche altre centinaia di metri, facendo attenzione nell’attraversare la statale Riviera Berica (c’è un attraversamento pedonale ben segnalato e illuminato, ma serve a poco contro gli autisti perennemente incollati al telefonino durante la guida), si arriva nei pressi di Villa Almerico Capra, detta “La Rotonda“, capolavoro di Andrea Palladio, in questa immagine circondata dalle piante di colza.

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La pista ciclabile prosegue lungo la campagna, concedendo aria e spazio alla vista, coi sempre mutevoli colori dei campi coltivati e le scintille più vivaci degli alberi in fiore. Dopo un lungo tratto rettilineo, parallelo al fiume Bacchiglione, si arriva alla località Debba, dove si trova una centrale idroelettrica e lo scenario cambia, passando dalla meraviglia di equilibrio e proporzioni della Rotonda a un panorama decisamente meno suggestivo.

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Sulla destra, la nuovissima passerella ciclopedonale, che permette di attraversare in sicurezza e in una sede protetta e separata da quella stradale, un tratto prima decisamente pericoloso. Il luogo è spettrale, anche di giorno, tanto da sembrare preso pari pari da “IT”, il terrificante libro di Stephen King. Tra l’odore muccido e vagamente di detersivo per lavatrici dell’acqua, tubature, cascatelle e un invaso dall’aria decisamente sinistra (almeno per me), si attraversa il ponte e si inverte la rotta verso la città.

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Dopo essersi lasciati alle spalle lo scenario un po’ inquietante della centrale di Debba, si incontra questa trattoria dall’aspetto rustico, subito prima del cavalcavia sull’autostrada A4Processed with VSCO with a6 preset

Il cerchio si chiude con un piccolo capolavoro nascosto: Villa Piovene Pigatti, splendida villa settecentesca teatro di un aspro contenzioso giudiziario risalente a qualche anno fa.

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