People: Florio Pozza, musica e alchimia.

Questo è soprattutto un blog che parla di viaggi ma cosa sarebbero i viaggi senza le persone? Non occorre andare molto lontano per incontrarne di speciali. Alle volte, basta girare un angolo, trovarsi in un certo posto a fare due foto e, quasi casualmente, ti puoi imbattere in persone straordinarie.

Si apre qui la sezione “People” del mio blog, dedicata appunto a queste persone, compagni di viaggio, amici, spiriti, soprattutto, liberi.

“Florio Pozza è un moderno alchimista, capace di fondere terra, fuoco, metallo e vibrazioni con armonia e leggerezza; scultore, scrittore, musicista, appassionato divulgatore, passa con disinvoltura dalla chitarra acustica agli strumenti della tradizione aborigena, come il didjeridoo, dal suono ronzante ed ipnotico, capace di connettere quasi all’istante l’individuo con la natura e il trascendente.

Poi, senza quasi salto di continuità, mette mano a lastre di metallo e fiamma, creando opere di un’armonia e leggerezza quasi incredibili, delicati trafori e merletti in cui la luce penetra e danza, muovendosi libera come pesci di barriera corallina.

Nato in Australia nel 1957, Florio trasmette sereno dinamismo, alla pari dell’Ayers Rock o meglio l’Uluru, il più imponente massiccio roccioso dell’outback australiano, immobile ma al tempo stesso vibrante. Ciò malgrado, ogni aspetto della sua vita e delle sue opere porta i segni di una sofferenza ancora oggi in fase di elaborazione: lo sradicamento forzato dalla sua terra natia all’età di dodici anni. All’epoca, Florio era già entrato in contatto con la cultura aborigena e ne aveva già subito l’influenza, l’imprinting, narrato con struggente delicatezza nel suo libro omonimo del 2006.

Tuttavia, invece di perdersi d’animo e di subire il distacco come un lutto, Florio, forte della tenacia e del coraggio datogli dalle sue radici venete, ha fatto tesoro di queste esperienze, canalizzandone le sensazioni e trasformandole in forza ispiratrice, arte, luce, musica, scrittura, elaborando lo sradicamento e risolvendone gli inevitabili conflitti con una sensibilità e maturità non comuni.

Infatti, invece di travalicare quello che definisce “il sacro limite dell’identità”, finendo per fare di una cultura una parodia, Florio, evitando di appropriarsi indebitamente di tradizioni millenarie, si pone nei confronti del retaggio dei nativi australiani con rispetto e delicatezza, qualità riconosciutegli ed apprezzate dagli stessi suoi amici aborigeni.

Non solo: il processo creativo di Florio prosegue dal conflitto alla sintesi. Nella sua ultima collezione di oggetti, tradizione veneta e vibrazioni aborigene vengono fuse nelle “buxie”, oggetti di metallo che prendono vita per mezzo del fuoco e in altre meravigliose creazioni, lampade di ogni dimensione, capaci di riempire con la sola presenza ambienti anche di dimensioni importanti, come di recente si è visto alla Pieve di Nanto, in occasione della sua ultima mostra “

Suoni e Riflessi Ab-origini”.

Dal punto di vista musicale, invece, il progetto “Acoustic Voyagers” lo vede impegnato, con Peter Neri (batterista percussionista) e Alberto Giordani (armonicista), in una sintesi della storia musicale fatta di un incastro tra chitarra acustica e didjeridoo in un processo di fusione in sincrono.

Oggi Florio, forte del riconoscimento e della fratellanza con i suoi amici aborigeni del “bush” australiano, continua infaticabile la sua opera di divulgazione attraverso concerti, pubblicazione di libri, conferenze, live performance, regalandoci un esempio concreto di come un trauma non debba essere considerato necessariamente negativo ma possa rappresentare, nella sua elaborazione, un impulso al coraggio, alla creatività, alla positività, in un continuo, ininterrotto dialogo col “bambino interiore” che vive in ognuno di noi e i cui occhioni spalancati non aspettano altro che l’occasione di guardare il mondo con un po’ di freschezza e ingenuità”.

© Cristiano Rando, 2013.

Il testo e alcune immagini fanno parte di un mio articolo pubblicato sulla rivista “Eikon ArtMagazine”. Tutti i diritti riservati.

 

 

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