Primavera: introspezione e rinascita.

Dopo un inverno lungo e difficile, ecco Marzo. Non ha mai smesso di piovere per quasi tutto il mese ed il cielo è rimasto in gran parte plumbeo e cupo.

Questo mese appena passato ha rappresentato per me un momento di introspezione, di liberazione da vecchi fardelli che incupivano la mia esistenza e appesantivano il mio sguardo, la mia visione del mondo e delle cose e che rischiavano di far affondare in un immobile limo molto più che la mia creatività ma la mia stessa esistenza.

Anche le mie immagini ne stavano risentendo, definite “fredde e senza vita” dalla mia Musa.

Ragion per cui, alla luce di alcune riflessioni e di un profondo percorso di rinascita, ho ripreso a girare per le vie della mia città con occhi nuovi, più liberi, più aperti e curiosi, riscoprendo vie, ponti, piazze, scorci, colori di una primavera tardiva ma per questo ancora meglio accolta, sotto la luce ispiratrice di una presenza amorevole e coraggiosa per quanto, per ora, lontana, immaginando itinerari da percorrere insieme, luoghi incantevoli e suggestivi, da visitare al crepuscolo, tra il profumo dei tigli e dei glicini.

A voi queste immagini a testimonianza della mia rinascita: una Vicenza segreta, intima, a tratti malinconica ma solo per la pioggia, in attesa di sfoggiare tutti i suoi colori e la sua dolcezza, come una dama altera e generosa, in attesa del suo ballo di gala.

Alla mia Musa, invece, tutto il mio amore.

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