Tech post: Fuji X100, a loving affair.

Dopo tante foto, un po’ di tech:

molte delle immagini presentate in questo blog sono state realizzate con la fotocamera Fujifilm X100, che adopero in tandem con la X-pro1, sempre della casa giapponese e di cui scriverò in seguito; dopo quasi un anno di utilizzo, credo di essermi fatto un’idea piuttosto precisa delle sue performance, libero dalle superficiali impressioni della prima ora, nel bene e nel male.

La X100, infatti, nel corso del tempo ha subito diversi aggiornamenti firmware che ne hanno drasticamente migliorato le prestazioni, aggiunto qualche funzionalità e velocizzato notevolmente l’autofocus.
Un brutto momento è stato quando, lo scorso inverno a Londra, si è verificato il problema delle sticky blades ma la presenza del filtro ND integrato e un po’ di pazienza da parte mia hanno permesso di portare a casa degli scatti a parer mio eccellenti, senza dovermi troppo disperare.

La macchina è poi stata mandata in assistenza e, da quel momento in poi, il problema non si è più ripresentato.
Le dimensioni della X100 sono davvero compatte, a patto di non avvitare il paraluce, nel qual caso, riporla nella tasca del giubbotto può essere un problema, mentre senza quest’accessorio, è cosa che si può fare benissimo.
Il peso è irrisorio e girare tutto il dì con la macchina al collo non comporta alcuna difficoltà.

L’ergonomia della macchina è buona, con tutti i comandi posizionati dove serve e a portata di mano, salve le ripetute lamentele (a mio avviso fondate) sul pulsante al centro della ghiera di comando, troppo piccolo e poco in rilievo, e sulla ghiera di controllo dell’esposizione, prona a troppi spostamenti accidentali.

Il mirino ibrido, vero punto di forza di questa macchina al momento del suo lancio, è notevole, potendo commutare senza salto di continuità tra modalità ottica ed elettronica, senza tralasciare il fatto che è sempre possibile utilizzare l’ottimo display dorsale.

In ogni situazione, è comunque possibile scegliere quali parametri di macchina visualizzare, impostando viste personalizzate sia nel mirino ottico che in quello elettronico.
E’ presente anche una comodissima livella elettronica, disattivabile a discrezione, che offre un ulteriore aiuto nella composizione dell’immagine.

Quando si utilizza il mirino ottico, è possibile impostare la correzione automatica di parallasse mentre nella modalità macro, altresì presente, si attiva automaticamente il mirino elettronico che riceve gli input direttamente dal sensore, eliminando quindi alla radice questo problema.

La macchina è compatta, leggera, silenziosissima (tutti gli scatti di interni sono stati realizzati senza problemi sotto il naso di pur occhiuti sorveglianti), quindi la X100 è l’ideale per scatti in condizioni difficili.

I colori della X100 sono meravigliosi: anche con poca luce hanno un che di sontuoso.
Per chi non ama scattare in RAW e poi intervenire di seguito in postproduzione, è da tenere presente che la macchina produce jpg molto soddisfacenti e, nella stragrande maggioranza dei casi, già pronti per la pubblicazione o la stampa.
Le prestazioni, ad alti ISO, sono impressionanti.

La lente è un capolavoro, con ottime prestazioni anche a tutta apertura.
Il pulsante di scatto è filettato per l’inserimento di un cavo di comando a distanza, di misura standard. Il tappo copriobiettivo è più frutto di un capriccio estetico che di utilità pratica, in quanto il rischio di perderlo è notevole. In realtà, acquistare il costosissimo paraluce – proteggi lente è quasi una scelta obbligata, perché la messa a fuoco impone lo spostamento della lente in avanti, con conseguente rischio concreto di danneggiamento in caso di urti accidentali.

Ovviamente, accessori di terze parti sono sempre disponibili, con la possibilità di proteggere l’ottica e di mantenere il look vintage, senza esborsi particolari. E’ anche possibile ricorrere ad un escamotage accoppiando due filtri distanziatori con il sacrificio di uno, cui andrà rimosso il vetro.

In Scozia, è accaduta un’esperienza negativa: la rottura del dente di ritenuta della batteria, ovverosia quel piccolo pezzo di plastica arancione che tiene in sede la batteria, con conseguente obbligo di mandare la macchina in riparazione (effettuata in garanzia, senza problemi).

A dire il vero, in emergenza, la macchina può essere usata tranquillamente, senza problemi, anche col dente di ritenuta rotto o assente, in quanto la chiusura dello sportellino è sufficiente a tenere in sede la batteria ma, ove possibile, è meglio rimediare a questo inconveniente quanto prima, giusto per sicurezza.

In conclusione, se la focale fissa non rappresenta un problema (e per me non lo è), la X100 è una risorsa preziosa da sfruttare al meglio in viaggio o tutti i giorni, un piccolo gioiello che ha dato una bella scossa alla mia voglia di far foto.

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