Quindicesimo giorno: fine del viaggio e ultimi pensieri.

Tutte le cose hanno una fine e quella delle cose belle arriva ancora prima delle altre, come sempre. Quindi, mentre ancora sono in grado di scrivere, perché il ricordo di questo viaggio mi fa ancora male, voglio chiudere questa serie di post dedicati alla Scozia con l’ultima immagine scattata in ordine di tempo: quella del castello di Edimburgo che, imponente, vegliava sulla città e sul suo caleidoscopico carico di scavezzacollo, attori, guerrieri, poeti, bardi, turisti, sognatori, musici, scrittori, cantori, fotografi e cronachisti.

Arrivederci, Alba, Scotland the Brave, coi tuoi paesaggi schietti, i castelli sospesi sull’acqua o radicati nel terreno come una propaggine, con l’onnipresente erica, le tue cascate, i tuoi cieli immensi e ariosi, col tuo respiro di libertà onnipresente, urlato da ogni zolla, da ogni goccia, da ogni foglia. Grazie di cuore per avermi regalato un po’ di questa libertà che mi è ancora più grata ora che sono tornato dove il superfluo è l’essenziale.

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