Dodicesimo giorno: Castle Stalker e l’amara delusione dello Stonefield Castle.

Al risveglio, immersi in una luce abbagliante e nell’azzurro strabiliante del cielo e del mare del Nord, siamo partiti da Ullapool alla volta di un castello meraviglioso e suggestivo: Castle Stalker (http://en.wikipedia.org/wiki/Castle_Stalker).

Situato su un’isoletta sul Loch Laich, il castello del cacciatore (o del falconiere) è accessibile, con difficoltà, dalla spiaggia durante la bassa marea, mentre quando il livello delle acque sale, è raggiungibile solo in barca. Chi ama i Monty Python lo riconoscerà sicuramente come il castello di Aaaarrrrggghhhh, nel film “I Monty Python e il Sacro Graal”…

Durante il tragitto verso la tappa successiva, lo Stonefield Castle, ci siamo imbattuti in una locanda che sembrava uscita direttamente da un libro di Harry Potter, il Cuìlfaìl Hotel, poco dopo Oban. All’interno, un’atmosfera vivace e cordiale, con una famigliola che giocava a un gioco di società come se la frenesia del quotidiano fosse un sogno lontano. La scena aveva un che di remoto e familiare, di dimenticato e commovente.

Di lì a poco, saremmo arrivati alla prima (ed unica) grande delusione del nostro viaggio: lo Stonefield Castle…

Un efficace specchietto per le allodole, questo era lo Stonefield Castle, l’unico, tra quelli visitati, su cui sventolasse la bandiera inglese (e questo deve far riflettere). La facciata, integra, non lasciava presagire lo scempio, anzi, lo stupro cui quel castello era stato sottoposto. Invece di mantenere l’impianto originale e accogliere poche, selezionate sistemazioni, l’interno dello Stonefield è stato sventrato, con ascensori stile Shining inseriti a forza nella struttura. Stanze sono state create, tramezzi posticci costruiti e muri divisori abbattuti, per massimizzare lo spazio disponibile. La cosa più orrenda, nel vero senso della parola, è stata, durante una passeggiata lungo il perimetro, vedere un grottesco e osceno annesso in calcestruzzo costruito in aderenza al castello originale, con tanto di finte merlature e finta colorazione antica.
La cosa più triste, invece, è stata vedere i caminetti murati ma al tempo stesso debitamente muniti di ordinati ciocchi di legna.

Quanta pena abbiamo provato per quel povero, indifeso castello, stuprato e violentato da mani straniere e indecentemente avide…

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