Decimo giorno, l’apoteosi: Eilean Donan Castle.

Avevo sentito parlare della sindrome di Stendhal ( http://www.agoravox.it/La-sindrome-di-Stendhal-fra.html) e nel corso dei miei viaggi avevo provato a volte un blando sconcerto, più spesso un certo entusiasmo di fronte a panorami, luoghi, situazioni. Ma nulla – sottolineo, NULLA! – avrebbe mai potuto prepararmi a quello che avrei visto sul Loch Duich, alla confluenza di tre laghi marini, all’Eilean Donan Castle.

http://en.wikipedia.org/wiki/Eilean_Donan_Castle#Eilean_Donan_castle

Il più emotivo e potente dei luoghi visitati, capace di perseguitarmi e affascinarmi per mesi e farmi commuovere al solo immaginarlo, anche in questo momento. Non frenetico e intenso come il Dunnottar ma sereno, imponente, maestoso. Domina le acque circostanti con indiscutibile potenza e autorità. Attraversando le Highlands, rosate d’erica, a un certo punto, dopo una curva l’ho visto. Ho parcheggiato l’auto non so come. Sono sceso e, barcollando, ho tentato senza riuscirci di metter mano alla macchina fotografica. Dopo un po’ ho sentito una voce che mi diceva: “chiudi la bocca”. Era rimasta aperta. Avevo dimenticato di pensare, di sbattere le palpebre, di respirare.
Sono rimasto lì, sbigottito, a bocca aperta per un quarto d’ora, senza sapere cosa dire, muovendomi come un automa, in grado solo di guardare, di ammirare, mentre quel castello proiettava verso di me la sua magia assorbendomi completamente e drenando tutta la mia attenzione, le mie risorse emotive, saturandomi i sensi, facendo esplodere neuroni nella mia testa come fuochi d’artificio, riempiendomi di bellezza, autorità, potenza, libertà.
Aggirandomi per quelle mura, con lo sguardo rapito e incapace di fissarsi per più di un istante su un dettaglio, per poi essere subito ricatturato da altri particolari, poggiando le mani su quelle pietre, le ho sentite vive, vitali, pulsanti di vita propria e secolare, imperitura.

Al termine della visita mi sono sentito svuotato, esausto, drenato di ogni energia, ancora ignaro del fatto che il mio modo di vedere e sentire non sarebbe stato più lo stesso…

Lo rimpiango in ogni momento, come un amore perduto ma non altrettanto irraggiungibile…

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