Ottavo giorno, si fa sul serio: Fantasmi e Highlands.

Castle Fraser, Aberdeen. Tra le sue mura dimorano spiriti tutt’altro che quieti. Narra infatti una leggenda che nella “stanza verde” di questo castello fosse stata trucidata una principessa e che il suo cadavere, trascinato per una scalinata in pietra, avesse lasciato una scia impossibile da lavar via o cancellare in qualsiasi modo.
Da qui, il rivestimento in legno della scala, visibile a tutt’oggi…

Lasciato Castle Fraser, ci siamo diretti verso Cawdor Castle, a circa 40 km da Inverness, una delle località strategiche per visitare le Highlands e base, questo lo anticipo da subito, del nostro prossimo viaggio.

http://en.wikipedia.org/wiki/Castle_Fraser

In transito verso la nostra destinazione successiva, Cawdor Castle, abbiamo incontrato ciò che avrebbe lasciato per sempre la sua impronta nei nostri cuori: LE HIGHLANDS!

Strade strette, serpeggianti, a malapena in grado di far passare un’auto e contornate da piazzole per consentire il transito di due veicoli affiancati. Colline brune, screziate d’erica fucsia, paesaggio turbolento, cielo basso e inquieto, al pari delle nostre anime, man mano che procedevamo. Spazi. Nulla che fermasse l’occhio, lasciandolo libero di vagare fino all’infinito, se necessario e l’istinto irrefrenabile, potente, irresistibile, di scendere dall’auto e correre, correre a perdifiato, le braccia aperte come ali di gabbiano, gridando di gioia e di ebbrezza, con le colline, benigne, che ridevano con noi, perché conoscevano da tempo immemorabile il vero significato di essere liberi mentre noi languivamo in un mare d’illusioni.

Cawdor Castle deve la sua fama allo shakespeariano Macbeth e trasmette un’impressione di irrequieta, instabile follia. Il motto scolpito sulle pietre del castello è ammonitore: BE MINDFUL.
Un ponte levatoio corto e tozzo dà accesso al castello, le cui mura custodiscono interni fiabeschi.
Si narra che il nucleo del castello sia stato costruito intorno a un albero di agrifoglio (holly), tuttora visibile e morto, secondo la datazione al radiocarbonio, intorno al 1327.
Uno dei vanti di Cawdor Castle è costituito dai suoi giardini, e nulla potrebbe essere più vero.
Fontane con simboli cabalistici, aiuole straripanti di fiori rari, un ruscello valicato da un ponte dipinto di un insolito blu, angoli di paradiso con piccole e accattivanti panchine rosso fiamma. Nonostante ciò, l’atmosfera gaia del giardino non è riuscita a cancellare la sensazione di sottile inquietudine che mi aveva colto in quei luoghi: come se ci fosse qualcosa di asimmetrico, di “storto”, angoli impossibili, per dirla con Lovecraft. E’ forse Cawdor Castle un luogo dove il confine tra tempo e dimensioni è sottile come una calza e le nostre menti sono il dito che infossa quella calza?

http://en.wikipedia.org/wiki/Cawdor_Castle

Dopo il Cawdor Castle, un piccolo momento di fiaba: il Glengarry Castle Hotel di Invergarry, col suo letto a baldacchino, la vista sul Loch Oich, vero gioiello nel cuore della Great Glen. Il sipario qui si chiude, in attesa di altre magie.

http://www.glengarry.net/index.php

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