Quinto giorno: i primi brividi. Dunnottar Castle e Blair Castle

Per visitare la Scozia occorre essere emotivamente preparati e predisposti. Forse l’ho già detto ma è bene ripeterlo. La bellezza ruvida e brutale dei paesaggi lascia intravedere riflessi di una grazia e dolcezza sconfinate. La compenetrazione di natura e opera dell’uomo è come una madreperla, sfolgorante di riflessi e tutto, TUTTO in quella terra grida: libertà!

Arrivare al Dunnottar Castle, a poche centinaia di metri dalla bella cittadina di Stonehaven, un delizioso piccolo centro sul mare, sulla costa orientale della Scozia (http://en.wikipedia.org/wiki/Stonehaven) è come varcare una soglia, attraversare un confine, vivere un salto nel tempo e nello spazio. Percorsi quei pochi metri di distesa erbosa, la terra verdissima e il cielo, vivo, animato da nuvole che si rincorrono come veloci velieri, rapisce lo sguardo e distrae. Per questo la vista del castello è inaspettata e violenta come uno schiaffo in pieno viso. Uno schiaffo indolore che però scaglia le sue onde d’urto nell’anima, nel cuore. E come gli ultrasuoni tolgono le incrostazioni dall’oro, così quella vista libera l’anima da ogni lordura.

Il resto è roccia, aria pulita, mare e cielo azzurro…

http://en.wikipedia.org/wiki/Dunnottar_Castle

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