Quarto giorno: Scone e Glamis Castle

Scone. Non è un solo un dolce ma un luogo decisivo per la storia e la cultura scozzese.

Costruita dal 1802 al 1812 su progetto del sedicesimo secolo, nell’omonima abbazia presso questa dimora nel Pertshire era custodita la “Stone of Scone” o “Pietra del Destino”, su cui venivano incoronati i re scozzesi. Nel 1296, sotto il regno di Edoardo I, gli inglesi rubarono la pietra trasferendola a Westminster, ove rimase fino al giorno di Natale del 1950, quando quattro studenti scozzesi si impadronirono della pietra per riportarla in Patria. Nel 1951, la pietra venne lasciata sull’altare dell’Abbazia di Arbroath.
Di lì a poco, la Pietra sarebbe stata restituita agli Scozzesi ma sull’autenticità della ritrovata pietra permangono seri dubbi…

Oggi la Pietra del Destino è custodita nel Castello di Edimburgo…

Esaurita la visita allo Scone Palace, pieni di meraviglia, abbiamo fatto rotta per il Glamis Castle. Molti sono gli aneddoti che rendono quel castello, dimora natale della Regina Madre ed apparentemente disneyano, un posto inquietante e carico di suggestioni.

Nella piccola ma stupenda cappella al suo interno, c’è un posto dove nessuno si può accomodare: è riservato alla “Signora Grigia”, un fantasma che si pensa sia di Janet Douglas, Lady Glamis. Sebbene la cappellina sia utilizzata ancora per le funzioni, a nessuno è consentito occupare quel posto.

In una facciata del castello, c’è una finestra murata e non a caso…
La più famosa leggenda del castello è quella del Mostro di Glamis, un bimbo deforme che sarebbe stato tenuto prigioniero nel castello per tutta la vita e la stanza dove aveva vissuto sarebbe stata murata dopo la sua morte.

Un’altra versione della leggenda narra che in ogni generazione della famiglia avrebbe visto la luce un bimbo vampiro che sarebbe stato poi rinchiuso in una stanza dalla porta poi murata.

Altre leggende parlano di eterne partite a carte col diavolo… Maggiori informazioni, qui: http://en.wikipedia.org/wiki/Glamis_castle

A prescindere dalle leggende, l’atmosfera di quel castello era cupa e inquietante. Malgrado le raffinate porcellane, le stanze riccamente arredate, la guida (il sosia di Edward Norton) che scherzava sugli spiriti erranti, il castello non era affatto in vena di scherzi ed emanava qualcosa di malvagio che ci avrebbe accompagnati anche una volta usciti dalle sue mura…

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